{"id":2246,"date":"2013-12-10T16:12:54","date_gmt":"2013-12-10T16:12:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientearezzo.it\/?p=2246"},"modified":"2016-06-01T11:51:19","modified_gmt":"2016-06-01T09:51:19","slug":"il-traffico-illecito-dei-rifiuti-toscani-verso-la-terra-dei-fuochi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/2013\/12\/10\/il-traffico-illecito-dei-rifiuti-toscani-verso-la-terra-dei-fuochi\/","title":{"rendered":"IL TRAFFICO ILLECITO DEI RIFIUTI TOSCANI VERSO LA TERRA DEI FUOCHI"},"content":{"rendered":"<h4 align=\"center\"><strong><span style=\"text-decoration: underline;\"><i>Numeri, nomi e storie <\/i><i>della &#8220;<\/i><\/span><i><span style=\"text-decoration: underline;\">Rifiuti Spa&#8221; in Toscana<\/span><\/i><i><!--more--><\/i><\/strong><\/h4>\n<p><b>Le rotte illegali dei rifiuti pericolosi diretti in Campania, tra la fine degli anni Ottanta e gli inizi dei Novanta, partivano anche dai grandi comprensori industriali della Toscana.<\/b><\/p>\n<p>Centinaia di tir carichi di rifiuti di ogni genere provenienti da aziende toscane: da Viareggio, Pistoia, Lucca, Pisa, Arezzo, hanno percorso l\u2019autostrada del Sole per concludere il loro viaggio nella Terra dei Fuochi, nelle martoriate province di Napoli e Caserta.<\/p>\n<p><b>Dal 2002 ad oggi, le indagini per traffico organizzato di rifiuti<\/b> (ex art. 260 D.Lgs 152\/2006 \u2013 ad oggi, ancora, l\u2019unico delitto ambientale con rilevanza penale) \u2013 <b>che hanno coinvolto aziende toscane sono 45<\/b>, il 20,5% sul totale delle inchieste concluse per lo stesso delitto su tutto il territorio nazionale. 45 indagini che hanno portato a <b>92 ordinanze di custodia cautelare e alla denuncia di 388 persone, con il coinvolgimento di ben 40 aziende e societ\u00e0<\/b> toscane; 7 le procure che hanno indagato: Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Siena, Pisa.<\/p>\n<p>Solo <b>negli ultimi due anni<\/b>, <b>nel ciclo dei rifiuti in Toscana sono stati accertati ben 582 reati, con 778 persone denunciate, 8 persone arrestate e 218 sequestri effettuati<\/b>. Firenze \u00e8 la provincia con il maggior numero di infrazioni accertate (163) seguita da Livorno (97) e Siena (84).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/reportage__37120073.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter\" alt=\"reportage__37120073\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/reportage__37120073.jpg\" width=\"414\" height=\"276\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b>Numeri, nomi e storie della Rifiuti Spa in Toscana<\/b> sono stati presentati oggi nel corso di una conferenza stampa organizzata da Legambiente che ha presentato il dossier <b>Le rotte toscane verso la terra dei fuochi,<\/b> che ha visto la partecipazione di <b>Rossella Muroni, <\/b>Direttrice generale di Legambiente,<b> <\/b>di<b> Don Andrea Bigalli, <\/b>Coordinatore regionale di Libera,<b> <\/b>di<b> Fausto Ferruzza, <\/b>Presidente di Legambiente Toscana<b> <\/b>e di <b>Claudia Ferri, <\/b>della<b> <\/b>FIOM Cgil Toscana, <b>con la partecipazione straordinaria di<\/b> <b>Piero Pel\u00f9.<\/b><\/p>\n<p><i>\u201cLa Rifiuti S.p.A. \u2013 ha dichiarato <\/i><i>il presidente di Legambiente Toscana<\/i><b><i> Fausto Ferruzza<\/i><\/b><i> &#8211; si \u00e8 trasformata nel tempo in un\u2019impresa globale, che ha interessi in tutto il Paese. Sappiamo ormai con certezza che con i rifiuti c\u2019\u00e8 chi si \u00e8 arricchito in modo clamoroso a totale discapito della legalit\u00e0 e in spregio dell\u2019ambiente e della salute dei cittadini. In alcuni casi, addirittura, i rifiuti da smaltire partono dalla Campania per finire proprio in Toscana, che sembra avere un ruolo rilevante nella geografia dei traffici illeciti, anche per lo stoccaggio e il conferimento finale\u201d.<\/i><\/p>\n<p>Curiosi i nomi dati dagli investigatori alle inchieste che hanno coinvolto la Toscana: <b>Greenland, Murgia Violata, Re Mida, Poddock, Houdin\u00ec, Mosca, Alta Murgia, Sabina, Agricoltura biologica, Poseidon, Camaleonte, Giro d\u2019Italia: ultima tappa Viterbo, Pesciolino d\u2019oro, Lucca, Cagliostro, Sinba (Siti di interessa nazionale bonifiche attivate), Ultimo atto \u2013 Carosello, Rubble Master, Mare Chiaro, Creosoto, Olio contaminato, Longa Manus, Girotondo, Pseudo-Compost, Grande Muraglia, Castelfranco di Sotto, Iron, Terra Bruciata, Quattro mani, Black Hole, Golden Rubbish, Dirty Energy, Eurot, Gold Plastic, Transformer. Di queste 45 inchieste, 13 sono state coordinate da procure toscane.<\/b><\/p>\n<p>Solo nell\u2019ultima Relazione annuale della Direzione Nazionale Antimafia (DNA) si registrano ben 15 inchieste in corso per traffico organizzato di rifiuti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/terra-dei-fuochi1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2261 aligncenter\" alt=\"terra-dei-fuochi\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/terra-dei-fuochi1.jpg\" width=\"346\" height=\"253\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/terra-dei-fuochi1.jpg 640w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/terra-dei-fuochi1-300x220.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 346px) 100vw, 346px\" \/><\/a><\/p>\n<p><b>La tragedia de La Terra dei fuochi non pu\u00f2 dunque essere una questione meramente campana.<\/b> Il disastro si \u00e8 compiuto grazie ad amministrazioni locali nel migliore dei casi inadempienti, a funzionari pubblici ed industrie compiacenti, sotto la regia di massoni e colletti bianchi della criminalit\u00e0 organizzata in campo ambientale. I nomi delle ditte, la tipologia dei rifiuti, i quantitativi e le discariche utilizzate sono descritte nelle dichiarazioni di vari pentiti di camorra che negli ultimi decenni hanno raccontato la storia criminale della Rifiuti Spa. E non sono solo le dichiarazioni descretate del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone. Ci sono anche quelle di un altro pentito: Gaetano Vassallo. Un pentito d&#8217;eccellenza, le cui dichiarazioni sono state attentamente vagliate e considerate in un rapporto dettagliatissimo del geologo Balestri, oggi pubblico. L\u2019inchiesta, condotta dalla Procura di Napoli, ha portato all\u2019attuale processo a carico di 38 imputati, che si sta svolgendo dinanzi alla V sezione della Corte d\u2019Assise di Napoli e il rapporto \u00e8 entrato nelle carte processuali, divenendo cos\u00ec tracciabile. <b>Le ipotesi del processo vanno dal disastro ambientale all\u2019avvelenamento della falda. <\/b>Accuse gravissime, per le quali (ed \u00e8 la prima volta che accade in Italia) un processo per reati ambientali viene giudicato in Assise, con tanto di giuria popolare. Nel rapporto sono elencate le ditte colpevoli di aver sversato i loro rifiuti nella Terra dei Fuochi. <b>Rotte illegali della monnezza, che univano gli stabilimenti della Provincia di Massa-Carrara, del Comprensorio del Cuoio, del pistoiese fino alla lontana Terra dei Fuochi. I viaggi delle sostanze inquinanti con destinazione finale in Campania avevano quindi origine anche a Pisa, Prato e Arezzo. <\/b>Dalla fine degli anni 80 un sistema imprenditoriale mafioso che ha visto coinvolte molte aziende provenienti da ogni parte della Toscana come emergeva gi\u00e0 dal dossier di\u00a0 Legambiente del 1995, dal titolo \u201cRifiuti Spa\u201d, dove gi\u00e0 si denunciava il traffico illecito di tonnellate di rifiuti industriali prodotti in Toscana e smaltiti nel periodo dal 1990 al 1993 in discariche campane e calabresi: secondo un inchiesta della Procura presso la Pretura di Lucca, su indagine della Digos di Lucca, attraverso societ\u00e0 con sedi in Toscana sono stati esportati prevalentemente verso Campania e Puglia rifiuti industriali, fanghi di conceria come quelli del polo di S. Croce sull&#8217;Arno. Complessivamente, secondo la Magistratura, si tratta di circa 140mila tonnellate di rifiuti urbani ed industriali. Dalla sola provincia di Lucca, alla media di 28 tonnellate a tir, sono partiti circa 5000 tir concentrati in due anni, dal gennaio 1990 al dicembre 1992. In quelle pagine, venivano nominati coloro che negli anni successivi saranno protagonisti degli affari tossici della Rifiuti Spa sulla tratta Toscana-Campania: viene dalla Campania il nome di Gaetano Cerci, che ha un ruolo di primo piano nell\u2019intermediazione per lo smaltimento in Campania dei rifiuti toscani; vi sono poi i due fratelli Roma, Elio e Generoso, titolari di societ\u00e0 che operano in Toscana. Nomi che ritornano anche nelle dichiarazioni del pentito di camorra Carmine Schiavone, nella seduta della Commissione parlamentare d`inchiesta sul ciclo dei rifiuti del 7 ottobre 1997, recentemente oggetto di desecretazione (1\u00b0 novembre 2013).<\/p>\n<p><i>\u201c<\/i><i>Ricostruire le rotte dei traffici, approfondire l\u2019esame di quanto \u00e8 gi\u00e0 stato accertato dalla Magistratura e dalle forze dell\u2019ordine<\/i><b><i> <\/i><\/b><i>\u2013 ha concluso <\/i><i>il direttore generale di Legambiente <b>Rossella Muroni<\/b><\/i><i> <\/i><b><i>&#8211; <\/i><\/b><i>vuole essere un contributo di verit\u00e0 e giustizia nei confronti dei cittadini campani che vogliono riscattare il proprio territorio e affermare i principi di legalit\u00e0 e trasparenza. <b>Per questo chiediamo che sia pubblicata l\u2019attivit\u00e0 di censimento geo\/referenziato dei siti contaminati e avviata una <\/b><b>sistematica e puntuale attivit\u00e0 di campionamento ed analisi dei prodotti ortofrutticoli ed alimentari delle aree coinvolte\u201d.<\/b><\/i><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/TerraDeiFuochi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2256 aligncenter\" alt=\"TerraDeiFuochi\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/TerraDeiFuochi.jpg\" width=\"408\" height=\"270\" \/><\/a><br \/>\nMa non solo. <span style=\"text-decoration: underline;\">Tra le proposte di Legambiente per riscattare la Terra dei fuochi, l\u2019associazione chiede<\/span>:<\/p>\n<p><b>1) D&#8217;introdurre nel Codice Penale gli altri delitti contro l\u2019ambiente, <\/b>cos\u00ec da consentire alle forze dell\u2019ordine e alla Magistratura di prevenire e reprimere in maniera pi\u00f9 efficace i fenomeni d\u2019illegalit\u00e0 e criminalit\u00e0 ambientale.<br \/>\n<b>2) Una maggiore assunzione di responsabilit\u00e0 da parte del mondo imprenditoriale <\/b>e delle associazioni di categoria. In particolare, proponiamo che le aziende che sono state negli anni vittime di truffa da parte dell\u2019ecomafia \u2013 e che non erano a conoscenza dei traffici illeciti \u2013 denuncino i <i>broker<\/i> dell\u2019epoca, costituendosi parte civile nei processi laddove possibile, e contribuendo attivamente alle bonifiche dei territori inquinati nella Terra dei Fuochi.<br \/>\n<b>3) <\/b>Per far fronte alla mancanza delle risorse economiche adeguate alla<b> bonifica dei cosiddetti \u201csiti orfani\u201d <\/b>(cio\u00e8 le discariche abusive di cui non si conoscono i responsabili) andrebbero modificate le modalit\u00e0 di finanziamento degli interventi; in questo senso si potrebbe rivelare utile <b>una legge nazionale per la costituzione di un <i>Superfund<\/i>, analogamente a quanto istituito negli Usa nel 1980, <\/b>e come proposto, tra l\u2019altro, in diverse occasioni anche dalla Commissione parlamentare d\u2019inchiesta sul ciclo dei rifiuti nelle passate legislature della nostra Repubblica. In attesa dell\u2019approvazione della norma nazionale, il fondo per i siti orfani potrebbe essere attivato da subito, <b>vincolando una parte delle entrate dell\u2019ecotassa regionale che viene pagata dal 1995 per lo smaltimento dei rifiuti in discarica, <\/b>il cui gettito oggi viene speso in modo estremamente eterogeneo dalle amministrazioni regionali su tutto il territorio nazionale.<br \/>\n<b>4) Rafforzare, anche in Toscana, l\u2019attivit\u00e0 di controllo e presidio del territorio, <\/b>a partire dal mantenimento del<b> Sistema Agenziale di protezione per l&#8217;ambiente.<br \/>\n5) Destinare maggiori risorse e strumenti alle forze dell\u2019ordine.<br \/>\n6) Avviare in Toscana, come nelle altre regioni, un Piano di monitoraggio dei siti di smaltimento illegale di rifiuti, come necessaria premessa per un serio programma di bonifica.<br \/>\n7) Tutelare e promuovere le produzioni di qualit\u00e0, <\/b>a cominciare da quelle biologiche, salubri e certificate, che provengono dalla Campania e dalle altre aree oggetto di disastro ambientale.<\/p>\n<p>Per approfondire vai alla pagina di Legambiente Italia, <a href=\"http:\/\/www.legambiente.it\/contenuti\/dossier\/le-rotte-della-terra-dei-fuochi\" target=\"_blank\">clicca qui!<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20131203_1224361.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2248 aligncenter\" alt=\"20131203_122436\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20131203_1224361.jpg\" width=\"434\" height=\"244\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i>Katia Rosanna Rossi &#8211; Ufficio stampa Legambiente\u00a0 Toscana \u2013 055.6810330 \/347.3646589<\/i><\/b><\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Numeri, nomi e storie della &#8220;Rifiuti Spa&#8221; in Toscana<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2267,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,160,3],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2246"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4059,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246\/revisions\/4059"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2267"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}