{"id":2337,"date":"2013-12-20T16:36:26","date_gmt":"2013-12-20T16:36:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientearezzo.it\/?page_id=2337"},"modified":"2016-05-26T10:06:14","modified_gmt":"2016-05-26T08:06:14","slug":"il-sistema-rifiuti-e-la-questione-dei-r-a-e-e-dal-consumismo-alla-societa-del-riciclo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/2013\/12\/20\/il-sistema-rifiuti-e-la-questione-dei-r-a-e-e-dal-consumismo-alla-societa-del-riciclo\/","title":{"rendered":"IL SISTEMA RIFIUTI E LA QUESTIONE DEI &#8220;R.A.E.E.&#8221;: DAL CONSUMISMO ALLA SOCIET\u00c0 DEL RICICLO"},"content":{"rendered":"<p>di Enrico Valentini (LEGAMBIENTE AREZZO Circolo &#8220;Laura Conti&#8221; \/ sez. &#8220;Soci COOP&#8221; Bibbiena)<!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">1) Cosa sono i rifiuti?<\/span><br \/>\nI rifiuti sono il metabolismo della materia nella nostra societ\u00e0. Derivano dai modi di produzione, distribuzione e consumo delle merci; dalla\u00a0trasformazione della materia secondo lo schema: materia prima, prodotto grezzo, semilavorato, merce ed infine rifiuto.<br \/>\nIl rifiuto \u00e8 un qualcosa che ha perso sia la sua funzione originaria, sia l\u2019interesse che suscitava nel proprio detentore, che vuole quindi disfarsene.\u00a0Seguendo la definizione giuridico-dottrinale,\u00a0la direttiva europea dice che\u00a0<b><i>\u00ab<\/i>\u00e8\u00a0<i>rifiuto qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l\u2019intenzione o l\u2019obbligo di disfarsi\u00bb<\/i><\/b>. Costituisce rifiuto tutto ci\u00f2 che \u00e8 destinato all\u2019abbandono, comprendendo nella definizione di \u201cabbandono\u201d anche la sola intenzione di disfarsene oppure un vero e proprio obbligo di legge a disfarsene. Questo accade ad esempio per i tutti i\u00a0rifiuti pericolosi, come un manufatto contenente amianto o un trasformatore contenente poli-cloro-bi-fenili (PCB).<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/13.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2348\" alt=\"13\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/13.jpg\" width=\"220\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/13.jpg 407w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/13-291x300.jpg 291w\" sizes=\"(max-width: 220px) 100vw, 220px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">2) Cosa sono i PCB?<\/span><br \/>\nI PCB un tempo venivano usati come olio dielettrico, in apparecchiature elettriche d\u2019uso comune, nei trasformatori, nei condensatori ed in molti strumenti elettrici come ad esempio i circuiti stampati. Oggi il loro uso \u00e8 vietato ma un tempo i\u00a0PCB, avendo eccellenti performances merceologiche, erano diffusissimi (si pensi che venivano usati pure nella fabbricazione delle carte oleate).\u00a0I PCB furono inventati dai chimici quando gli ingegneri chiesero dei fluidi non infiammabili per i trasformatori. Sono prodotti pericolosi (sono costituiti dall\u2019unione di due o tre anelli benzenici dove gli idrogeni sono sostituiti dal cloro), sono bioaccumulabili e tossici (cancerogeni, mutageni, teratogeni), pericolosi per l\u2019uomo e l\u2019ambiente. La legge, a partire dalle prime direttive CEE degli anni \u201970, obbliga il detentore a \u201cdisfarsene\u201d e a smaltirli correttamente. Gi\u00e0 da qui appare evidente l\u2019importanza della\u00a0<b>questione RAEE<\/b>, ovvero il\u00a0<b>riciclo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche<\/b>, di cui approfondiremo meglio pi\u00f9 avanti nell\u2019articolo. Il loro corretto smaltimento riduce da una parte l\u2019emissione di PCB nell\u2019ambiente e dall\u2019altra permette un recupero di importanti materie e materiali di cui sono composte tali apparecchiature.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2349\" alt=\"2\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2.jpg\" width=\"250\" height=\"184\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2.jpg 312w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/2-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 250px) 100vw, 250px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2351\" alt=\"1\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1.jpg\" width=\"269\" height=\"133\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1.jpg 323w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/1-300x149.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 269px) 100vw, 269px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">3) Ma perch\u00e9 si formano i rifiuti?<\/span><br \/>\nI rifiuti ci sono sempre stati, solo che erano molto pochi e il loro impatto quantitativo-qualitativo sull\u2019ambiente era ben diverso da quello attuale; \u00e8 andato cronologicamente a peggiorare nel corso degli anni anche perch\u00e9 \u00e8 nettamente cambiata la loro tipologia e composizione nel corso della storia dell\u2019uomo. Si pensi ad esempio che il Testaccio era una discarica di cocci di anfore del periodo Romano ma tutt\u2019oggi non crea problemi all\u2019ambiente anzi, \u00e8 un sito archeologico di notevole importanza.<br \/>\nPotremmo dire lo stesso delle nostre discariche fra qualche centinaio o migliaia di anni?<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/discarica1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2352\" alt=\"discarica1\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/discarica1.jpg\" width=\"309\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/discarica1.jpg 520w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/discarica1-300x196.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 309px) 100vw, 309px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">4) Perch\u00e9 oggi i rifiuti sono un problema?<\/span><br \/>\nL\u2019industrializzazione dei modi di produzione, la grande siderurgia, l\u2019industria petrolchimica e tutta l\u2019industria della seconda met\u00e0 del XX sec., hanno determinato i presupposti per la creazione di rifiuti che i\u00a0<b>cicli naturali\u00a0<\/b>non sono pi\u00f9 in grado di metabolizzare.<br \/>\nLa\u00a0<b>societ\u00e0 dei consumi<\/b>\u00a0pu\u00f2 essere definita anche come la\u00a0<b>societ\u00e0 dei rifiuti<\/b>. La crescita economica indefinita (o aumento costante del PIL) ovvero la\u00a0<b>crescita della<\/b>\u00a0<b>trasformazione\/produzione\/consumo<\/b>(ciclo della materia)\u00a0 ha il proprio confine nel Sistema Terra. Uno dei fattori della crescita economica \u00e8 l\u2019esternalizzazione dei costi tramite la produzione di rifiuti. E\u2019 dunque implicito che tale modello di sviluppo porti ad un inevitabile sovraccarico in termini di scarti assimilabili e riassimilabili dal sistema stesso, facendo nascere il\u00a0<b>\u201cproblema rifiuti\u201d<\/b>.\u00a0Il Sistema Terra \u00e8 infatti un sistema aperto, definibile a entropia negativa; prende energia radiante dal Sole che viene utilizzata a partire dalla fotosintesi in tutta la catena trofica della biosfera. L\u2019Uomo, inteso come specie, ne fa parte.\u00a0 Il residuo finale \u00e8 il calore (entropia) che viene disperso nello spazio.\u00a0La crescita del PIL, la crescita del consumo di materia e della conseguente produzione di merci e di rifiuti, ha un limite fisico ben preciso:\u00a0<b>la capacit\u00e0 di carico dell\u2019ambiente<\/b>. E\u2019 evidente che il sistema collassa ben prima del raggiungimento dei limiti fisici del pianeta (ne sono esempi l\u2019inquinamento e la contaminazione delle matrici ambientali). Al contrario la biosfera ha inventato l\u2019evoluzione ciclica che sfrutta il flusso continuo di energia dal sole.<br \/>\nPerch\u00e8 Noi, specie cos\u00ec detta \u201cintelligente\u201d, non dovremmo adeguarci al ciclo della natura al quale apparteniamo e alle sue regole?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">5) Ma come sono suddivisi i rifiuti?<\/span><br \/>\nEssi sono divisi innanzitutto per\u00a0<b>provenienza<\/b>. Distinguiamo cos\u00ec i\u00a0<b>RIFIUTI SOLIDI URBANI ed ASSIMILATI-ASSIMILABILI<\/b>\u00a0(RSU-AU), \u00a0che in pratica sono quei rifiuti di provenienza domestica (da civili abitazioni, uffici ecc..) e\/o dai sistemi commerciali, dai servizi e dai sistemi produttivi che, per qualit\u00e0 e quantit\u00e0, possono essere assimilati agli urbani. La gestione dei RSU-AU \u00e8 di competenza del Comune.\u00a0Vi sono poi i\u00a0<b>RIFIUTI SPECIALI<\/b>\u00a0(Rs) ovvero i rifiuti di provenienza industriale, \u00a0produttiva, agricola e dai servizi, che non sono assimilabili agli urbani: questi sono circa\u00a0<b>4 volte i RSU<\/b>\u00a0e sono a carico dei rispettivi produttori (in\u00a0Toscana abbiamo ca. 2.3 Mt\/anno di RSU e 7.8 Mt\/anno di Rs, di cui 0.3 Mt\/anno altamente pericolosi).<br \/>\nI rifiuti si suddividono anche per la\u00a0<b>composizione merceologica<\/b>.\u00a0Dal punto di vista merceologico i rifiuti sono suddivisi in RIFIUTI\u00a0<b>PERICOLOSI<\/b>\u00a0e\u00a0RIFIUTI\u00a0<b>NON PERICOLOSI<\/b>\u00a0(come gli imballaggi di plastica, la carta, le lattine, l\u2019alluminio, la frazione secca indifferenziata, la frazione umida, ecc.).\u00a0I rifiuti pericolosi contengano determinate percentuali di sostanze tossiche (irritanti, nocive, tossiche, cancerogene, mutagene, teratogene,\u00a0 infiammabili, ecotossiche, ecc..) e sono contraddistinti da merci etichettate e non solo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_solidi_urbani.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2353\" alt=\"rifiuti_solidi_urbani\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_solidi_urbani.jpg\" width=\"238\" height=\"198\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_solidi_urbani.jpg 551w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_solidi_urbani-300x250.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 238px) 100vw, 238px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20110428103955_Aumentanoirifiutispecialimadiminuisconoquellipericolosi.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2354\" alt=\"20110428103955_Aumentanoirifiutispecialimadiminuisconoquellipericolosi\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20110428103955_Aumentanoirifiutispecialimadiminuisconoquellipericolosi.jpg\" width=\"252\" height=\"148\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20110428103955_Aumentanoirifiutispecialimadiminuisconoquellipericolosi.jpg 500w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/20110428103955_Aumentanoirifiutispecialimadiminuisconoquellipericolosi-300x176.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 252px) 100vw, 252px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">6) Come va gestita la \u201cquestione rifiuti\u201d?<\/span><br \/>\nI rifiuti, anche se sono percepiti come un problema, possono e debbono essere considerati\u00a0<b>una risorsa<\/b>. L\u2019Unione Europea dice che la gerarchia della gestione dei rifiuti \u00e8: a) prevenzione; b) riutilizzo; c) riciclaggio (di materia); d) recupero di altro tipo, per esempio di energia; e) smaltimento (in discarica).<br \/>\n<b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 a) Prevenzione e riduzione<\/b><br \/>\nEsse attengono alle politiche macroeconomiche del ciclo della materia. Occorre quindi fare un\u2019analisi del ciclo della materia e del ciclo di vita delle merci (LCA), applicare una tassazione delle materie prime (detassare il lavoro, tassare l\u2019inquinamento prodotto e tassare le materie prime vergini cos\u00ec come le merci \u201cusa e getta\u201d), porre un tetto pro-capite sull\u2019utilizzo della materia e rispettare i cicli naturali attraverso<b>\u00a0il principio di \u201cchi inquina paga\u201d<\/b>.<br \/>\n<b>\u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0b) Riutilizzo<\/b><br \/>\nTutto ci\u00f2 che attiene a quelle azioni quali i mercatini dell\u2019eco-scambio e del baratto, la possibilit\u00e0 di cedere a titolo gratuito beni e merci ancora utilizzabili (come gli alimenti prima della scadenza banco-alimentare) e tante altre azioni come il manutenere e riparare cose che possono avere nuova vita e nuovo utilizzo. Anche il \u201criuso creativo\u201d per giochi e soprammobili pu\u00f2 essere molto interessante. A livello industriale c\u2019\u00e8 il\u00a0<b>riutilizzo di cascami e sottoprodotti, riusabili senza preventiva trasformazione.<br \/>\nc)Riciclo<\/b><br \/>\nAttiene a tutte quelle operazioni che partono dalle\u00a0<b>Raccolte Differenziate obbligate\u00a0per tipologie merceologiche omogenee<\/b>; questa \u00e8 la vera miniera\u00a0 da coltivare per\u00a0 ottenerne successivamente materie prime secondarie: salvaguardando le risorse naturali.<br \/>\n<b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 d)Recupero di altro tipo<\/b><br \/>\nFerma restando la priorit\u00e0 del\u00a0<b>riciclo di materia<\/b>, le frazioni secche combustibili e non altrimenti recuperabili sono avviate a ricupero energetico: cogenerazione con alto rendimento elettrico e termico; produzione di combustibile non convenzionale CNC (CDR) che pu\u00f2 essere utilizzato al posto di fonti fossili\u00a0 (per esempio nei cementifici).<br \/>\n<b>\u00a0 \u00a0 \u00a0 e)Smaltimento<\/b><br \/>\nLe frazioni non pi\u00f9 ricuperabili vanno smaltite in discarica controllata. L\u2019obiettivo \u00e8 di smaltire non pi\u00f9 del 10%; purtroppo ancora vanno a discarica percentuali superiori al 40% (Toscana) e poco meno del 50% (Italia).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">7) Cosa sono le raccolte differenziate?<\/span><br \/>\nLe raccolte differenziate sono quel sistema che permette di gestire il ciclo dei rifiuti in modo ottimale e che attua una\u00a0<b>divisione a monte delle frazioni merceologiche omogenee, al fine del successivo riciclo e ricupero<\/b>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/10.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2355\" alt=\"10\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/10.jpg\" width=\"282\" height=\"211\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/10.jpg 400w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/10-300x225.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 282px) 100vw, 282px\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">8) Cosa sono i RAEE e perch\u00e9\u00a0devono essere raccolti in modo differenziato?<\/span><br \/>\nSono i rifiuti che si generano da apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita e vanno trattati differentemente dagli altri rifiuti\u00a0perch\u00e9 in primis, assieme alle pile, contengono (o possono contenere)\u00a0<b>sostanze pericolose<\/b>\u00a0per l\u2019ambiente: dal FREON ad altri CFC, mercurio delle lampade, metalli pesanti (Cromo, Cadmio Piombo ecc.), PCB -PCT, ecc.\u00a0Secondo, perch\u00e9 sono ricchi di\u00a0<b>materia ricuperabile<\/b>: dai metalli preziosi, alle terre rare, a metalli ferrosi e non ferrosi, a materie plastiche, vetro e tanto altro ancora.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_tecnologici_1_flickr.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2356\" alt=\"rifiuti_tecnologici_1_flickr\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_tecnologici_1_flickr.jpg\" width=\"273\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_tecnologici_1_flickr.jpg 738w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/rifiuti_tecnologici_1_flickr-300x188.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 273px) 100vw, 273px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0<a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/11.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-2357\" alt=\"11\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/11.jpg\" width=\"254\" height=\"169\" \/><\/a><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">9) Dove si fa la Raccolta dei RAEE?<\/span><br \/>\nLa raccolta dei RAEE si fa presso i\u00a0<b>centri di raccolta differenziata<\/b>, quali quelli de \u00ab<i>Le Tombe<\/i>\u00bb, \u00abPratovecchio\u00bb, \u00abChitignano\u00bb, che servono il Casentino.\u00a0I commercianti invece devono effettuare il<b>ritiro \u00abuno contro uno\u00bb<\/b>. Vale a dire che al momento dell\u2019acquisto di un\u2019apparecchiatura, il sistema distributivo deve ritirarne una equivalente obsoleta o fuori uso.<br \/>\nDrammaticamente la societ\u00e0 dei consumi ha il pessimo vizio di produrre\u00a0<b>merci a \u00abobsolescenza programmata\u00bb<\/b>.\u00a0Noi possiamo cercare di acquistare prodotti migliori (vedi LCA), oppure riparare prodotti fuori uso. La scelta \u00e8 solo nostra. E\u2019 giusto quindi applicare il principio di\u00a0<b>chi inquina paga.<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">10) Ma quanti\u00a0 RAEE vengono raccolti in realt\u00e0?<\/span><br \/>\nSolamente 4 kg\/abitante\/anno. L\u2019Italia \u00e8 solo al 16\u00b0posto nella UE,\u00a0<b>lontana dagli obiettivi<\/b>\u00a0di raccolta differenziata previsti dalla direttiva UE sui RAEE che stabilisce ca. 12 kg\/abitante\/anno a partire dal 2019\u00a0(in Toscana siamo a ca. 5.8 Kg\/ab\/a).<br \/>\nIn ogni casa degli italiani \u00abgiacciono\u00bb almeno 8 elettrodomestici fuori uso che per vari motivi non vengono conferiti. Il sistema dei \u00abcassonetti stradali\u00bb invita ad un conferimento non differenziato e questo non va bene. L\u2019abbandono in strada dei grandi elettrodomestici \u00e8 ancora pratica diffusa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\">11) Quale \u00e8 la risposta?<\/span><br \/>\nLa consapevolezza che i RAEE, gestiti in modo non corretto, sono un\u00a0<b>rischio ambientale<\/b>, dovrebbe aumentare i noi tutti la responsabilit\u00e0 verso il loro\u00a0<b>corretto smaltimento<\/b>\u00a0e il\u00a0<b>minor ricambio<\/b>\u00a0quando questo \u00e8 possibile.\u00a0La diffusione pi\u00f9 capillare dei centri di raccolta cittadini e una\u00a0<b>gestione dei rifiuti responsabilizzata<\/b>\u00a0con misure quali il \u00abporta a porta\u00bb potrebbero essere due buone risposte a questo problema.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/9.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2358\" alt=\"9\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/9.jpg\" width=\"177\" height=\"140\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/9.jpg 400w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/9-300x236.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 177px) 100vw, 177px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone  wp-image-2345\" alt=\"12\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/12.jpg\" width=\"285\" height=\"147\" srcset=\"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/12.jpg 564w, https:\/\/www.legambientearezzo.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/12-300x155.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 285px) 100vw, 285px\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Cos\u2019altro dire?<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Buone raccolte differenziate anche per questo Natale!<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Valentini (LEGAMBIENTE AREZZO Circolo &#8220;Laura Conti&#8221; \/ sez. &#8220;Soci COOP&#8221; Bibbiena)<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on get_the_excerpt --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on get_the_excerpt --><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2345,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2337"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4258,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2337\/revisions\/4258"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2337"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2337"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2337"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}