{"id":2860,"date":"2014-04-02T08:18:36","date_gmt":"2014-04-02T08:18:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.legambientearezzo.it\/?page_id=2860"},"modified":"2016-06-01T11:10:44","modified_gmt":"2016-06-01T09:10:44","slug":"verso-expo-2015-nutrire-il-pianeta-senza-ogm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.legambientearezzo.it\/index.php\/2014\/04\/02\/verso-expo-2015-nutrire-il-pianeta-senza-ogm\/","title":{"rendered":"VERSO EXPO 2015: NUTRIRE IL PIANETA SENZA OGM (2 Aprile 2014)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><b><span style=\"text-decoration: underline;\"><strong>Milano, 2 aprile 2014<br \/>\n<b>38 associazioni si mobilitano contro la deregulation transgenica<\/b><\/strong><\/span><\/b><\/p>\n<div><strong>In Italia \u00e8 allarme OGM<\/strong>, a un anno da Expo 2015, l\u2019appuntamento che far\u00e0 del nostro Paese la capitale mondiale dell\u2019alimentazione. Consumatori, ricercatori, agricoltori, in rappresentanza di milioni di cittadini si mobilitano in attesa di <strong>una sentenza che pu\u00f2 cambiare &#8211; oltre al cibo e all&#8217;ambiente &#8211; anche la nostra economia<\/strong>.<!--more--><\/div>\n<div>\n<p>Il prossimo 9 aprile, infatti, il Tar si pronuncer\u00e0 sul ricorso presentato da un agricoltore friulano contro il decreto interministeriale che proibisce la semina di mais MON810. Se il ricorso fosse accolto, si rischierebbe di aprire la strada a semine incontrollate di colture geneticamente modificate. Tutto il comparto agricolo ne risulterebbe gravemente compromesso: un colpo durissimo per i nostri prodotti, il \u201cmade in Italy\u201d, le produzioni biologiche, le esportazioni e per la libert\u00e0 di scelta dei cittadini.<\/p>\n<p>La <b>Task Force \u201cPer un\u2019Italia libera da OGM\u201d, composta da 38 associazioni, <\/b>lancia<b> <\/b>un appello al Presidente del Consiglio Matteo Renzi e al governo perch\u00e9 emani con effetto immediato un decreto contro le semine OGM e, a partire dal semestre italiano, si impegni in sede europea a elaborare finalmente una chiara iniziativa per impedire coltivazioni geneticamente modificati nel continente, un\u2019area del pianeta preservata finora dalla pressione dei cittadini\u00a0 e dalla mobilitazione delle associazioni agricole, del biologico, ambientaliste e consumeriste.<\/p>\n<p>Per chiedere l\u2019impegno dell\u2019esecutivo e ribadire gli effetti di un far west OGM sull\u2019agricoltura, la biodiversit\u00e0 naturale e l\u2019economia la Task force ha organizzato oggi all\u2019Agor\u00e0 di Expo Milano 2015 del Castello Sforzesco l\u2019incontro <b>\u201cVerso Expo 2015: Nutrire il pianeta senza OGM\u201d, cui hanno partecipato il coordinatore della Task Force \u201cPer un\u2019Italia libera da OGM\u201d <\/b><b>Stefano Masini; Manuela Giovannetti del Dipartimento di Scienze agrarie dell\u2019Universit\u00e0 di Pisa; Simone Vieri, del Dipartimento di Management dell\u2019Universit\u00e0 Sapienza di Roma; Wes Shoemyer, un agricoltore statunitense in guerra con le multinazionali OGM. In chiusura dell\u2019incontro, c\u2019\u00e8 stata una conversazione con Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente del FAI, Fondo Ambiente Italiano.<\/b><\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b>A indicare come la strada delle coltivazioni transgeniche sia una scelta senza ritorno per l\u2019agricoltura, \u00e8 proprio la testimonianza che proviene dai Paesi che hanno scelto l\u2019agricoltura OGM. Negli <b>Stati Uniti<\/b>, dove il 73 per cento dei semi \u00e8 stato geneticamente modificato per tollerare gli erbicidi, gli agricoltori non riescono ad uscire dal circolo vizioso in cui sono finiti. Chi ha acquistato sementi brevettate, deve per contratto continuare a farlo per un periodo determinato. Cos\u00ec, negli USA, la Monsanto ha gi\u00e0 fatto causa a numerosi agricoltori per violazione contrattuale. Inoltre, ha testimoniato nel convegno Wes Shoemyer, il problema non consiste solo nell&#8217;impossibilit\u00e0 per gli agricoltori di conservare i semi e riseminarli l\u2019anno successivo, ma anche nei costi sempre crescenti delle sementi OGM e, come gi\u00e0 accade in alcune zone, nella mancanza di disponibilit\u00e0 di variet\u00e0 non modificate. \u201cLo stesso Dipartimento di Stato USA- ha detto &#8211; \u00a0ha verificato un impatto negativo sui redditi degli agricoltori che hanno seminato mais GM: soltanto le grandi multinazionali che registrano brevetti di sementi modificate ottengono un notevole profitto economico.<\/p>\n<p>Per citare solo il prezzo delle sementi, dal 1975 al 1997 -prima dell\u2019era OGM &#8211; per la semina di un campo di soia l\u2019agricoltore investiva nell\u2019acquisto dei semi dal 4 all\u20198% del reddito lordo derivante dalla coltivazione. Nel 2009 le sementi OGM costavano il 22,5% del reddito ottenuto. Situazione simile per il <b>mai<\/b>s. Nel 2001, il prezzo medio dei semi OGM era di 110 dollari, rispetto agli 85 delle sementi convenzionali. Nel 2012, il prezzo medio delle sementi di mais OGM era salito a 263 dollari per unit\u00e0, mentre le sementi convenzionali si attestano su una media di 167 dollari.\u00a0 Inoltre, secondo uno studio della Washington State University, \u00e8 previsto un aumento significativo dei prezzi delle sementi OGM resistenti agli erbicidi rispetto ai semi convenzionali, <b>nel momento in cui tali colture venissero autorizzate nell&#8217;Unione europea<\/b>.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><b>In Italia<\/b> &#8211; hanno sottolineato i partecipanti all\u2019incontro &#8211; abbiamo ancora la possibilit\u00e0 di scegliere e di fermare l\u2019agricoltura geneticamente modificata ma \u00e8 necessaria una forte sensibilizzazione dell\u2019opinione pubblica e delle istituzioni per contrastare l\u2019avanzata di un <b>modello agricolo<\/b> che potrebbe mettere in serio pericolo uno dei nostri settori pi\u00f9 redditizi sia sul mercato interno sia nel panorama delle esportazioni. <b>Le aziende agricole italiane<\/b> hanno una superficie media di 8 ettari. Con queste superfici un&#8217;azienda che si basa su monocoltura di mais impoverisce il suolo, riduce al minimo il lavoro e non riesce a dare reddito all&#8217;agricoltore. Un&#8217;azienda biologica e diversificata che produce prodotti di qualit\u00e0 e vende a filiera corta fa invece un servizio per il territorio: pu\u00f2 dare pi\u00f9 lavoro, pi\u00f9 ambiente e pi\u00f9 reddito agli agricoltori. E lo stesso accade a chi \u2013come buona parte del mondo agricolo nazionale \u2013 sceglie di puntare sulla qualit\u00e0 e sulla tipicit\u00e0.<\/p>\n<p>A un anno dall\u2019Expo, che trasformer\u00e0 il nostro Paese nel centro gravitazionale dell\u2019economia agricola, del cibo e dell\u2019alimentazione, l\u2019apertura di una fase di incertezza come quella che si aprirebbe con la decisione del Tar del Lazio di annullare il decreto interministeriale che proibisce fino alla fine dell\u2019anno la coltivazione di prodotti geneticamente modificati (in attesa dell\u2019iniziativa europea) sarebbe un segnale devastante, con ripercussioni \u2013 dicono i promotori del convegno \u2013 che andrebbero ben oltre i confini nazionali. La Regione Friuli ha emanato in questi giorni un regolamento che vieta la semina e la coltivazione di OGM sul suo territorio (paradossalmente, l\u2019agricoltore che ha fatto ricorso si troverebbe nell\u2019impossibilit\u00e0 di effettuare la semina transgenica, anche nel caso il Tar gli desse ragione). Altre Regioni potrebbero seguirlo in breve tempo, e inoltre \u2013 in caso di successo del ricorso \u2013 molte delle associazioni della Task Force potrebbero fare ricorso al Consiglio di Stato. Ma si tratta di palliativi: occorre una politica coerente con le vocazioni culturali ed economiche del Paese, di valorizzazione delle nostre qualit\u00e0, della nostra bellezza e delle nostre capacit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019incontro di oggi vuole essere anche l\u2019occasione per presentare la <b>giornata di mobilitazione del 5 aprile<\/b> durante la quale <b>saranno allestiti presidi della Task Force in una decina di citt\u00e0 italiane del centro-nord per informare i cittadini sulle conseguenze e i rischi di coltivazioni OGM. I presidi saranno a <\/b><b>Milano <\/b>(presso <i>Eataly ), <\/i>\u00a0<b>Torino <\/b>\u00a0(Presso Farmer&#8217;s Market Coldiretti\u00a0), <b>Bologna <\/b>(presso Coop Adriatica Mercato di Mezzo, Via Clavature), <b>Padova\u00a0 <\/b>(Supermercato PAM, Piazzetta Garzeria), <b>Padova, <\/b>(<i>NaturaS\u00ec), <\/i><b>Perugia <\/b>(Mercato settimanale cittadino), <b>Firenze <\/b>(davanti <i>Eataly): <\/i>qui i <b>le 38 associazioni distribuiranno materiale informativo e incontreranno i cittadini per rispondere alle domande e ai dubbi sull\u2019agricoltura transgenica.<\/b><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><b style=\"line-height: 1.5em;\">La Task Force per un\u2019Italia libera da OGM \u00e8 composta da<\/b><\/span><span style=\"line-height: 1.5em;\"><span style=\"text-decoration: underline;\">:<\/span><br \/>\n<\/span><b>Acli \u2022 Adoc \u2022 Adiconsum \u2022 Adusbef \u2022 Aiab \u2022 Amica \u2022 Associazione per l\u2019Agricoltura Biodinamica \u2022\u00a0 Assoconsum \u2022 As. Se. Me. \u2022 Campagna Amica \u2022 Cia \u2022 Citt\u00e0 del Vino \u2022 Cna Alimentare \u2022 Codacons \u2022 Coldiretti \u2022 Crocevia \u2022 Fai \u2022 Federconsumatori \u2022 Federparchi \u2022 Firab \u2022 Focsiv \u2022 Fondazione Univerde \u2022 Greenaccord \u2022 Greenpeace \u2022 Isde \u2022 Lega Pesca \u2022 Legacoop Agroalimentare \u2022 Legambiente \u2022 Lipu \u2022 Movimento dei consumatori \u2022 Movimento difesa del cittadino \u2022 Slow Food Italia \u2022 Uecoop \u2022 Una.api \u2022 Unci \u2022 Upbio \u2022\u00a0 Vas \u2022 Wwf<\/b><\/p>\n<p>MATERIALE SCARICABILE:<br \/>\n&#8211; <a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/volantino-A5.pdf\" target=\"_blank\">Volantino #ItaliaNOogm<\/a><strong><br \/>\n<\/strong>&#8211; <a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/decalogo-OGM-REV06.pdf\" target=\"_blank\">Decalogo\u00a0#ItaliaNOogm<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019evento, trasmesso in diretta streaming su\u00a0 <a href=\"http:\/\/silverback.cmail1.com\/t\/r-l-puhkhdk-ttjluujdlr-h\/\" target=\"_blank\">www.lanuovaecologia.it<\/a><em>, <\/em>\u00e8 stato organizzato con il patrocinio del <b>Comitato Scientifico Expo 2015 <\/b>e con il contributo dei negozi <i>NaturaS\u00ec, cuore<b>bio<\/b> e Nuova Casenovole<\/i>, <b><\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/OGM_invito.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-2861\" title=\"Invito Evento Milano\" src=\"http:\/\/localhost\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/OGM_invito.jpg\" alt=\"OGM_invito\" width=\"256\" height=\"642\" \/><\/a><\/p>\n<p><em><b>Segui su Twitter: #ItaliaNoOGM<\/b><\/em><\/p>\n<\/div>\n<!-- AddThis Advanced Settings generic via filter on the_content --><!-- AddThis Share Buttons generic via filter on the_content -->","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milano, 2 aprile 2014 38 associazioni si mobilitano contro la deregulation transgenica In Italia \u00e8 allarme OGM, a un anno da Expo 2015, l\u2019appuntamento che far\u00e0 del nostro Paese la capitale mondiale dell\u2019alimentazione. 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