“Saione: più verde e socialità, meno cemento e traffico”


Il punto di vista di Legambiente Arezzo

Saione ha bisogno di più verde e di spazi di socialità, non di altro cemento ed ulteriore traffico.

Questa è la scelta di riqualificazione che ci saremmo aspettati per questo quartiere, dove da anni Legambiente , insieme a molte altre associazioni e anche all’amministrazione comunale , ha promosso la partecipazione dei cittadini al miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente. Invece, purtroppo , constatiamo che finanziamenti pubblici sono stati destinati ad un intervento non prioritario, che non risponde ai bisogni di chi abita questa parte della città, che rischia di peggiorarne le condizioni ambientali e la vivibilità. Gli interventi che l’amministrazione comunale si appresta a realizzare nella Piazza di Saione non presentano, infatti, alcuna connotazione innovativa nell’ottica della sostenibilità  ma ripropongono, purtroppo, la pratica ormai affermata nella nostra città di ridurre progressivamente il verde esistente, quasi fosse un ostacolo da rimuovere.

La Piazza di Saione ha riconquistato negli ultimi decenni la dignità di spazio urbano da vivere proprio grazie all’inserimento di un’area verde al posto di parcheggi e piazzali di asfalto. L’attuale sistemazione potrebbe ovviamente essere migliorata, ma questo obiettivo riteniamo non sia raggiungibile con gli interventi previsti dal progetto comunale. Gli alberi attualmente presenti sono un patrimonio da tutelare e proteggere a qualunque costo. Per questo è fondamentale non abbatterli e neppure ipotizzare  il loro spostamento all’interno della piazza,  visto l’elevato rischio di non sopravvivenza che questa procedura presenterebbe per piante di grandi dimensioni.

Crediamo invece che vada realizzato un ampliamento dell’area verde nella Piazza di Saione e che altri luoghi  del quartiere, come ad esempio piazza Zucchi, debbano essere interessati da interventi di rigenerazione urbana incentrati sul ruolo della natura in città, ma contemporaneamente a questo che le aree verdi attualmente presenti vengano valorizzate e preservate come risorse fondamentali. A tale proposito non comprendiamo perché in alcune di esse, come ad esempio il parco in Largo 2 giugno, si stiano da mesi abbattendo alberi portando ad una forte diminuzione dell’ombreggiatura e conseguentemente della fruibilità del parco.

Purtroppo analoghe considerazioni possono essere estese a tutta la nostra città, nella quale riscontriamo ormai da anni una sottovalutazione dell’importanza strategica delle ‘infrastrutture verdi’. Ad Arezzo, infatti, la percentuale di verde pubblico sulla superficie comunale risulta minore del 1% (elaborazione ISPRA su dati ISTAT 2018) e nel rapporto Ecosistema urbano risulta al 40° posto per la quantità di verde procapite (29,5 m2/ab). Riteniamo sia fondamentale che Arezzo si doti al più presto di un Piano del Verde al fine di definire una visione strategica delle infrastrutture verdi del territorio comunale e un programma organico di sviluppo nel medio e lungo periodo.

Il convincimento dell’importanza strategica del verde in città nasce dall’evidenza scientifica ormai nota che queste ‘infrastrutture’ ricoprano molteplici funzioni fondamentali sia per l’ambiente che per la salute dei cittadini. Grazie alle piante, infatti, si registrano importanti riduzioni di molti inquinanti atmosferici come le polveri sottili ei COV, il contenimento dell’inquinamento acustico e soprattutto l’attenuazione dei picchi di calore dei periodi estivi. In una giornata estiva, un prato di 100 mq restituisce all’atmosfera per evaporazione circa 3000 litri di acqua con conseguente abbassamento della temperatura anche di 5°C rispetto al terreno nudo e di 15°C rispetto ad un marciapiede di asfalto. Secondo l’EPA, grazie all’ombra degli alberi e al fenomeno di evapotraspirazione – un albero adulto può traspirare al giorno 450 litri di H2O – si può arrivare a una riduzione delle temperature estive dai 2 ai 9 gradi centigradi nelle aree adiacenti. Le aree verdi diffuse, anche di piccole dimensioni, costituiscono inoltre isole di permeabilità che riducono lo scorrimento superficiale delle acque, estremamente preziose in un contesto urbano sempre più vulnerabile a causa dei numerosi eventi piovosi estremi. Occorre quindi valorizzare il ruolo del verde urbano e della vegetazione nel generare benessere e mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Anche sulla viabilità il progetto del Comune di Arezzo per Piazza Saione non sembra andare nella direzione della costruzione di un luogo di incontro e di socialità, ma favorire piuttosto lo scorrimento del traffico da e per via Vittorio Veneto. Chiediamo che venga quindi rivisto, potenziando la fruizione pedonale e la mobilità lenta attraverso la connessione ciclabile con via Vittorio Veneto, in linea con quanto suggerito anche dal Comitato dei cittadini residenti.

Tutte queste considerazioni divengono ancor più amare pensando ai numerosi luoghi del quartiere di Saione per i quali associazioni e cittadini, ma anche categorie economiche, hanno più volte richiesto interventi di riqualificazione e valorizzazione durante i tanti progetti ed occasioni di partecipazione promossi anche dall’Amministrazione comunale e che con i fondi attualmente disponibili avrebbero potuto essere realizzati.

Non ultimi i progetti europei, Il Green City Accord e il Green Me 5, che stanno coinvolgendo cittadini, associazioni ed enti in un percorso di confronto per una città più sostenibile. Non vogliamo siano solo parole ma chiediamo che siano impegni concreti e coerenti verso la trasformazione della città in chiave sostenibile. D’altronde la stessa Commissione Europea nel promuovere gli obiettivi per la sostenibilità sottolinea come “terreni e suoli siano risorse fragili e limitate, soggette alla pressione di una sempre crescente ricerca di spazio: l’espansione urbana e l’impermeabilizzazione del suolo consumano la natura e trasformano preziosi ecosistemi in deserti di cemento”.

Non abbiamo bisogno di città-deserto, abbiamo bisogno di città verdi e vivibili.

Il destino della Piazza di Saione rappresenta pertanto una scelta emblematica che ci auguriamo porti la nostra città a sperimentare interventi di rigenerazione urbana veramente orientati al benessere dei cittadini e dell’ambiente.